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Lombard street

il blog dello studio lombard dca

E’ tempo di libri anche per noi

(per i dettagli cliccare sulla foto)

Gli incentivi alle PMI che gli editori non conoscono

Il fenomeno delle start-up nel settore culturale 

Da una parte occorrerebbe una maggiore presa di coscienza dell’importanza delle start-up culturali e creative in Italia, attraverso una chiara e mirata regolamentazione accompagnata da una serie di incentivi e agevolazioni che aiutino ad assumere personale qualificato, colmando il gap conoscitivo esistente attraverso una maggiore presenza delle istituzioni; e dall’altra una maggiore valorizzazione dei giovani neolaureati attraverso non solo percorsi formativi ad hoc quanto attraverso delle esperienze on the job e un maggior supporto agli start upper attraverso spazi di coworking, incubatori e acceleratori, che permettano loro di imparare nella pratica come accedere alle fonti di finanziamento, come sviluppare un business plan, come presentare un progetto e gestire situazioni complesse.

Sorgente: Il fenomeno delle start-up nel settore culturale | Tafter Journal

Crollano le aste, ecco come sta cambiando il mercato dell’arte 

La parte legata agli scambi in asta ha subito una forte contrazione, passando da 20,8 a 16,9 miliardi di dollari in soli dodici mesi, equivalenti a una quota del 37,5% del totale mercato, dove il rimanente 62,5% è costituito dal mercato al dettaglio che passa per dealer, galleristi e antiquari, per un valore pari a 27,9 miliardi di dollari.

La contrazione delle trattative in asta è molto consistente negli Stati Uniti (-41%), più contenuta in Europa (-13%), mentre in Asia i numeri sono stabili.

Queste tre velocità differenti si spiegano anzitutto con l’impatto della crisi economica, che produce lo spostamento degli investimenti in un contesto più defilato. La grande domanda che sembra emergere dal mercato, e che il report Tefaf ripete in maniera martellante, è di una maggiore privacy.

Sorgente: Crollano le aste, ecco come sta cambiando il mercato dell’arte – pagina99

The Art Market 2017: an Art Basel & UBS Report

Per scaricare il report cliccate sulla foto

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Lavoro autonomo, l’orizzonte che non c’è 

In questo ultimo anno il DDL sul Lavoro Autonomo è stato seguito con molta attenzione dal mondo delle professioni e delle partite iva, perchè per la prima volta nella storia della Repubblica un complesso disegno di legge si concentra unicamente su di loro. Se il testo ad oggi licenziato sarà definitivamente approvato, ciò che il libero professionista vorrà sapere è: cosa cambierà concretamente nella mia vita?

Sorgente: Lavoro autonomo, l’orizzonte che non c’è – cheFare

Investire in arte: oltre i tabù e le difficoltà degli art funds 

Esistono fondi di investimento praticamente per ogni tipologia di bene, ma quelli d’arte, non serve neanche dirlo, mostrano dei caratteri piuttosto particolari. Prima di tutto, un tabù: per molti, sia che rientrino nel settore finanziario, sia che invece provengano da comparti più umanistici, queste forme di finanziamento rappresentano dei canali di investimento dalla natura poco chiara.

Sorgente: Investire in arte: oltre i tabù e le difficoltà degli art funds – Collezione da Tiffany

ArtLab 16. Un bel viaggio

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Un viaggio a cui è stato un nostro onore partecipare.

Fondazione Fitzcarraldo:

Taccuino di viaggio in quattro tappe” è il titolo dell’eBook che raccoglie materiali, articoli di approfondimento e video realizzati in occasione dell’edizione 2016 di ArtLab. Ben 68 pagine di articoli e video per ripercorrere i principali temi delle 4 tappe del 2016. Veri e propri approfondimenti su temi come salute e cultura, internazionalizzazione delle imprese culturali, innovazione per i musei e tanto altro. Un documento prezioso per avere un quadro generale su ciò che ha animato il dibattito nel 2016. Un buon punto di partenza per prepararsi all’edizione 2017.

Scarica l’eBook qui: http://www.fitzcarraldo.it/artlab16_book_15marzo_MID.pdf

 

Intermediazione filantropica: a che punto siamo?

Con l’espressione “intermediazione filantropica” si intende l’attività svolta da enti senza finalità di lucro che mettono a disposizione di chiunque voglia donare, ma non abbia i mezzi o l’intenzione di costituire una propria fondazione, la possibilità di usufruire dei benefici della filantropia istituzionale. Oltre alle fondazioni di comunità, in Italia, tale servizio è offerto dalla Fondazione Italia per il Dono (F.I.Do) che ha tra i suoi soci fondatori importanti realtà come Fondazione Allianz Umana Mente, Assifero, Fondazione italiana Charlemagne a finalità umanitarie onlus, Gruppo ERSEL Investimenti S.p.A., CFO Sim S.p.A., Consiglio Nazionale del Notariato, INTEK Group S.p.A.

Alla luce della ripresa della generosità degli italiani – messa in evidenza dalle ultime rilevazioni sulle donazioni – l’operato degli intermediari filantropici risulta essere doppiamente rilevante in quanto, se guidato nella giusta direzione, permetterebbe al settore filantropico di crescere e di sviluppare un sistema di welfare integrativo dell’intervento pubblico

Sorgente: Intermediazione filantropica: a che punto siamo?

La storia surreale del voucher “che toglie dignità al lavoro” 

È certo che qualche abuso si sia verificato; ed è pure plausibile che in qualche caso l’ingaggio con i voucher abbia sostituito lavoro regolare; ma è altrettanto ragionevole pensare che nella parte di gran lunga maggiore dei casi questa forma di ingaggio abbia consentito, invece, di svolgere in modo trasparente, e con copertura contributiva, del lavoro che altrimenti sarebbe stato inghiottito dall’economia sommersa o non avrebbe potuto neppure svolgersi.

Sorgente: La storia surreale del voucher “che toglie dignità al lavoro” | P. Ichino

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